♪ I've been lonely alone in a box of my own And this is the place, I now belong It's my home, home, home, home home home home home .. Canzone del mese Cornerstone di Benjamin Clementine

 

Novembre: Tutti i post della Review ✎

L’evidenza che in-Forma – Blog di Marie Chiofalo

 

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Illustrazione dal web

Novembre: «Se domani sono io, mamma, se domani non torno, distruggi tutto»

 

Potremmo chiudere quest'ultimo mese così  oppure tenerlo aperto alla rabbia sacrosanta di noi donne.

 

La frase che apre il titolo della newsletter e che,  divenuta virale, avete letto ovunque in queste ultime settimane è quella dell'architetta peruviana Cristina Torres-Cáceres che io prima di oggi non conoscevo (puoi recuperare la sua storia leggendo questo articolo de Il Post «Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima»), scritta di getto dopo l'ennesimo femminicidio nel 2017.

 

Il femminicidio di Giulia Cecchetin ci ha unite sotto un unico cielo di coscienza come mai prima, perché in fondo conoscevamo l'epilogo di questa storia sin da subito, perché molto poi si deve alle parole della sorella, Elena Cecchetin, nelle quali ci siamo riconosciute e che nelle stesse, coraggiosamente e con lucidità, ha fatto convogliato il suo dolore che da privato è diventato politico.  

 

“Filippo non è un mostro, un mostro è un’eccezione, una persona esterna alla società, una persona della quale la società non deve prendersi la responsabilità. E invece qui la responsabilità c’è” (da un discorso tenuto da Elena Cecchetin).

 

Si, responsabilità.

Responsabilità maschile e non individuale - di chi solo commettere il fatto - ma collettiva affinché il perpetuare di sistemici comportamenti tenuti dagli uomini possono essere riconosciuti e fermati subito.

 

I femminicidi sono la punta dell’iceberg di violenze e sopraffazioni che colpiscono milioni di donne di qualsiasi classe sociale e ovunque nel mondo e il file rosso che li lega è sempre lo stesso: il patriarcato e la cultura del possesso. 

 

Da cosa nasce quindi la violenza? A ristabilire la gerarchia dell'uomo sulla donna.

 

Ed è proprio su questo che il dibattito pubblico dell' ultimo mese approdato in tv ha diviso gli 'opinionisti' da salotto in due, tra quelli che sostengono questa tesi e quelli che inneggiano da secoli la fine del patriarcato ma garantire pene più severe.

 

Ok direte voi.

 

Ma il substrato culturale dentro il quale  nasciamo, cresciamo e - ahimè - moriamo per mano di altro, suggerisce altro. E' nei comportamenti di certi uomini (not all men, lo so) che bisogna riconoscere anzitempo la pericolosità e l' oppressione sulle donne.

 

Basteranno le manifestazioni in piazza in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne?

 

No, perché bisogna passare ai fatti con idee, risorse e progetti mirati (pronto Governo,svegliaa).

 

Chiediamo impegno e concretezza affinché chi subisce violenza domestica per esempio possa allontanarsi da casa - retribuendo le casalinghe o investendo di più sui centri anti violenza (invece di tagliare i fondi rischiandone la chiusura).

 

E' stato un fiume di parole in piena quello di Novembre, speriamo che non stagni perché siamo stanche di essere ammazzate.

 

Sul fenomeno, di seguito ho raccolto articoli, numeri ISTAT e documenti utili che potete leggere.Troverete pure aggiornamenti specificatamente più ostetriche ma trovavo doveroso fare questo tipo di riflessione.

 

Perché per Giulia Cecchetin, e le altre donne, continueremo a fare rumore.

 

Buona lettura, Marie C.

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Immagine dal web

Il numero delle vittime e le forme della violenza - Istat  

 

<Il 31,5% delle 16-70enni (6 milioni 788 mila) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale (..).

 

Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner, nel 3,6% da parenti e nel 9,4% da amici. Anche le violenze fisiche (come gli schiaffi, i calci, i pugni e i morsi) sono per la maggior parte opera dei partner o ex.

 

Gli sconosciuti sono autori soprattutto di molestie sessuali (76,8% fra tutte le violenze commesse da sconosciuti)>.

 

Continua a leggere sul sito dell' Istat il documento: Il numero delle vittime e le forme della violenza 

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 Stereotipi di genere e immagine sociale della violenza: primi risultati

 

L’Istat diffonde i dati provvisori (suscettibili di revisioni) relativi al periodo maggio-luglio 2023 dell’Indagine sugli stereotipi sui ruoli di genere e l'immagine sociale della violenza.

 

A questo link puoi scaricare e leggere il PDF 

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Immagine dal web 

 

Raccomandazioni AOGOI per l'assistenza alla donna vittima di violenza sessuale, cruciale il ruolo dell'ostetrica 

 

Davanti ad una vittima di violenza sessuale la priorità assistenziale è  la tutela della sua salute e del suo benessere.

 

Trattare la donna con rispetto ed empatia può essere di aiuto nella successiva elaborazione del trauma e la nostra figura professionale, formata professionalmente nello stare accanto alla donna, è essenziale per garantire quanto sopra.

Link per leggere e scaricare le linee guida Raccomandazioni  per l'assistenza alla donna vittima di violenza sessuale, AOGOI

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 Immagine dal web

IVG in Italia

 

Pubblicati i nuovi dati circa l'interruzione volontaria in gravidanza in Italia.

Il 12 settembre 2023 è stata trasmessa al Parlamento la relazione contenente i dati definitivi 2021 sull’attuazione della legge 194/78 contenente norme per la tutela sociale della maternità e per IVG.

 

E' possibile leggere il report dell'Istituito superiore della sanità al link IVG in Italia: i dati 2021

 

Inoltre, sono state rese online le Indicazioni operative per l’offerta della IVG farmacologica in Italia – Ottobre 2023 che potete leggere cliccando qui.

 

Ecco pure il documento in PDF INDICAZIONI OPERATIVE PER L’OFFERTA DELLA INTERRUZIONE VOLONTARIA DI GRAVIDANZA (IVG) FARMACOLOGICA IN ITALIA – Ottobre 2023

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Cohrane Library e ultime reviews

 

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Latte artificiale: a basso o alto contenuto di proteine? Lo studio 

 

Sono molti i bambini nutriti con latte artificiale per favorire la crescita. Alcune formule hanno un alto contenuto proteico (≥ 2,5 g per 100 kcal) per accelerare l'aumento di peso durante il primo anno di vita.

Il rapporto rischio-beneficio di queste formule non è chiaro però.

Lo studio condotto da Alejandro G. Gonzalez-Garay e altri ricercatori ha valutato i benefici e i rischi legati ad un maggiore apporto proteico vs un minore dello stesso in neonati a termine sani e nutriti con latte artificiale.

La conclusione?

Risultati incerti, pertanto non si è sicuri se l’alimentazione dei neonati sani con formule ad alto contenuto proteico rispetto a formule con proteine ​​standard abbia un effetto sulla denutrizione, sul sovrappeso o sull’obesità.

Potrebbe esserci poca o nessuna differenza invece nel rischio di effetti avversi tra gli stessi.

Link allo studio  Higher versus lower protein intake in formula‐fed term infants 

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Immagine dal web

Percezioni ed esperienze sulla prevenzione, individuazione e gestione dell'emorragia post partum: una sintesi qualitativa delle evidenze 

 

Obiettivo generale dello studio era esplorare le percezioni e le esperienze di donne, membri della comunità, operatori sanitari qualificati che hanno esperienza con la PPH o con la prevenzione, l’individuazione e la gestione della stessa, in contesti comunitari o di strutture sanitarie.

I  risultati della ricerca in oggetto hanno  evidenziato come il miglioramento della prevenzione, individuazione e gestione della PPH sia sostenuto da un complesso sistema di ruoli e comportamenti interconnessi (comunità, donne, operatori sanitari di diverso tipo e con diverse esperienze), soprattutto nello sviluppo di piani  e suggerimenti volti a verificare questo. 

Link allo studio: Perceptions and experiences of the prevention, detection, and management of postpartum haemorrhage: a qualitative evidence synthesis

E a proposito di PPH:

emorragia postpartum linee guida

Emorragia postpartum: le nuove linee guida




Prevenzione PPH secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità: quali nuove raccomandazioni?



Immagine dal web

L'OMS nel 2018 ci ha lasciato in eredità l'update di diverse linee guida. Tra queste, come ben ricordate, la più importante è stata la Guida Ostetrica per un' esperienza positiva del parto, pubblicata la scorsa primavera.



E si riparte alla grande consegnandoci le nuove raccomandazioni per la prevenzione dell'emorragia postpartum.



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Immagine dal web 

Come le ostetriche agevolano le decisioni informate nella terza fase del travaglio?

 

L'ostetricia promuove un processo decisionale informato. Nonostante ciò, le ostetriche segnalano la mancanza di un processo decisionale informato nei sistemi standard di assistenza alla maternità.

 

In questo studio, condotto da Joy Kloester et all,  hanno infatti dovuto affrontare ostacoli nella loro capacità di facilitare l'informed decision che includevano: squilibri di potere, de-qualificazione nella nascita fisiologica, paura della colpa e disparità interdisciplinari.

Al contrario, i fattori abilitanti includevano modelli di continuità dell’assistenza ostetrica, un’educazione prenatale di qualità, una collaborazione interdisciplinare rispettosa e l’obiettivo di una rinascita delle competenze ostetriche fondamentali.

Per saperne di più link allo studio How midwives facilitate informed decisions in the third stage of labour – an exploration through portraiture

Il SECONDAMENTO: management attivo o fisiologico? Parola alle linee guida.

Assistenza durante il terzo stadio del travaglio secondo le ultime linee guida: definizione e management, gestione clinica di placenta ritenuta

Articolo aggiornato Aprile 2019

Placenta - Secondamento o terzo stadio del travaglio. Immagine dal web.

Il discorso sull'assistenza al travaglio fisiologico continua. L'articolo infatti segue l'ultimo post sull'assistenza al parto e cavalcando sempre l'onda delle linee guida suggerisce ciò che 'accade dopo' la nascita del bambino.

La nostra terminologia riconosce il periodo come 'secondamento', quella anglo americana, invece, parla di terzo stadio (abbiamo precedentemente discusso di questo in un vecchio post).

Scopo dell'articolo è quello di riprenderne la definizione e il monitoraggio, discutere del management di questo stadio (attivo o fisiologico, quale scegliere?) e come gestire clinicamente la placenta ritenuta.

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 Immagine dal web

Il cambiamento climatico rappresenta una minaccia urgente per le donne incinte e i bambini - OMS 

 

Gravide, neonati e bambini affrontano rischi maggiori per la salute derivanti da catastrofi climatiche che meritano attenzione urgente, secondo un appello all'azione pubblicato il 21 Novembre dalle agenzie delle Nazioni Unite (ONU) in vista dei negoziati della Conferenza globale delle parti (COP28) sui cambiamenti climatici a Dubai.

 

Secondo il documento – Proteggere la salute materna, neonatale e infantile dagli impatti dei cambiamenti climatici – gli effetti degli eventi climatici sulla salute materna e infantile sono stati trascurati e sottostimati.

 

Evidenzia infatti che pochissimi piani di risposta al cambiamento climatico dei paesi menzionano la salute materno infantile.

 

“Il cambiamento climatico rappresenta una minaccia esistenziale per tutti noi, ma le donne incinte, i neonati e i bambini affrontano alcune delle conseguenze più gravi di tutte”, ha affermato Bruce Aylward, vicedirettore generale per la copertura sanitaria universale, Life Course presso l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). 

 

L’anno 2023 è stato segnato da una serie di devastanti disastri climatici. Incendi, inondazioni, ondate di caldo e siccità stanno sfollando persone, uccidendo raccolti e bestiame e peggiorando l’inquinamento atmosferico.

 

Un mondo surriscaldato sta aumentando la diffusione di malattie mortali come il colera e la malaria con conseguenze disastrose per le donne incinte e i bambini per i quali queste infezioni possono essere particolarmente gravi.

 

La ricerca mostra che le conseguenze possono manifestarsi già nel periodo ante partum con complicazioni legate alla gravidanza, parto pretermine, basso peso alla nascita e nati-mortalità. 

 

L’invito all’azione evidenzia sette azioni urgenti per affrontare questi rischi crescenti (riduzioni delle emissioni di gas serra, azioni sui finanziamenti per il clima, inclusione specifica dei bisogni delle donne incinte, dei neonati e dei bambini nelle politiche sul clima e relative ai disastri).

Servono comunque ulteriori ricerche per comprendere meglio gli impatti dei cambiamenti climatici sulla salute materna e infantile.

 

L’appello all’azione è stato lanciato da OMS, UNICEF e UNFPA insieme The Partnership for Maternal, Newborn & Child Health (PMNCH). 

Link alla notizia WHO Climate change is an urgent threat to pregnant women and children

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Nei prematuri dimezzata la mortalità ritardando campeggio ombelicale - ANSA

 

''Ritardare il clampaggio del cordone ombelicale può aiutare a salvare la vita dei nati prematuri. Stiamo già al lavoro con sviluppatori internazionali di linee guida per assicurare che questi risultati si riflettano in un prossimo futuro in linee guida e pratiche cliniche aggiornate" riferisce la ricercatrice (ANSA).

Link all'articolo ANSA Nei prematuri dimezzata la mortalità ritardando clampaggio ombelico

Link allo studio Delaying cord clamping could halve risk of death in premature babies 

E a proposito di clampaggio ritardato del cordone ombelicale:

Il clampaggio ritardato del cordone ombelicale non aumenta il rischio di iperbilirubinemia

Il clampaggio ritardato del cordone ombelicale non aumenta il rischio di iperbilirubinemia


A dimostrarlo uno studio pubblicato sulla rivista Acta Pediatrica che ha valutato i livelli di bilirubina alla nascita e a 4 settimane dopo DCC



Immagine dal web

E si torna a parlare di clampaggio ritardato del cordone ombelicale. Ti chiedi cosa sia? Come ho già discusso nel post Clampaggio ritardato del cordone ombelicale: benefici in evidenza è una pratica clinica che prevede di ‘prolungare’ il tempo di  separazione del neonato dalla madre dopo il parto per favorire il passaggio di sangue dalla placenta al bambino.



Senza che mamma e bambino corrono rischi, anzi!



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Il clampaggio ritardato del cordone ombelicale influenza lo sviluppo cerebrale del neonato


Immagine dal web

Uno studio americano dimostra per la prima volta che il DCC influenza il processo di mielinizzazione cerebrale del bambino



L'altro giorno mi sono accorta per caso che il mio articolo Clampaggio ritardato del cordone ombelicale: benefici in evidenza ha superato più di 3000 condivisioni. Wow, mi sono detta, chissà se sono state condotti altri studi in merito a questo argomento?



Così, cavalcando l'onda della curiosità per un update del post, mi sono ritrovata a leggere quest' ultima ricerca straordinaria.



Ti stai chiedendo il perchè?



Bene, è stato dimostrato per la prima volta che il DCC (delayed cord clamping) > 5 minuti può contribuire allo sviluppo cerebrale del neonato (maggiore quantità di mielina) grazie alla ferritina che influenza la sintesi di questa guaina midollare.



Forse sto correndo troppo? Rallento promesso ;-)



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Clampaggio ritardato del cordone ombelicale: benefici in evidenza

Evidenze scientifiche sul clampaggio ritardato del cordone ombelicale: quali rischi e benefici per madre e neonato?

Immagine dal web

Il ritardato clampaggio del cordone ombelicale (DCC) è una pratica clinica che prevede di 'prolungare' il tempo di  separazione del neonato dalla madre dopo il parto per favorire il passaggio di sangue dalla placenta al bambino garantendo così una fase di transizione feto-neonatale più fisiologica. L'articolo ha come obiettivo quello di riassumere rischi e benefici di questa pratica sia per neonato a termine che pretermine grazie agli ultimi studi in merito. Pronta? Si comincia.

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 News e approfondimenti dall'Italia e dal mondo

Gli uomini nel dibattito sul femminicidio, secondo le femministe, il Post - link

 

Quando e perché parliamo di “femminicidio”, il Post - link 

 

Dove si riflette sull’identità di genere maschile, il Post - link

 

Doppia violenza, l'Internazionale - link

 

Il profumo della libertà, l'Internazionale - link

 

Il campo di battaglia del patriarcato vacillante, l'Internazionale - link

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Blog post di Novembre

 

A Novembre si celebra il World Prematurity Day che richiama l'attenzione sulla morte e sulla disabilità legati al parto pretermine.

 

Link alle linee guida GESTIONE DEL PARTO PRETERMINE e ad un vecchio post sul Blog:

Nato pretermine

Parto pretermine e linee guida

Parto pretermine secondo le linee guida NICE. Una guida completa e l'ultimo report dell'OMS

Aggiornato Novembre 2020

Nato pretermine - Immagine dal web

Il 17 Novembre 2020 si celebra il World Prematurity Day  che richiama  l'attenzione sulla morte e sulla disabilità legati al parto pretermine. Il tema di quest'anno è  "Together for babies born too soon – Caring for the future" che tradotto (sommariamente) vuol dire <Insieme per i bambini nati troppo presto - prendersi cura del futuro>.

E' stato stimato che 15 milioni di bambini all'anno nascono prima e questo numero è in crescita.

Leggi tutto.

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Rubrica Libri letti e recensiti  

 

I libri letti di questo mese di Novembre sono stati:

 

Ada D'Adamo Come d'aria, vincitore Premio Strega 2023. Parole che attraversano tempo e corpo della madre e della figlia, meraviglioso per vita e forza.

 

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Gridalo di Roberto Saviano, la raccolta di storie di uomini e donne che hanno trovato il coraggio per alzare la voce e ribellarsi alle  ingiustizie. Bellissimo.

 

 

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Per Novembre è tutto, al prossimo mese!

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Restiamo in Contatto

Illustrazione dal web

Ostetrica Marie Chiofalo

Laureata presso l'Università degli Studi di Catania.

Iscritta al Collegio delle Ostetriche di Catania

 

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