Metodi efficaci e sicuri per l’induzione al travaglio: l’ultimo studio

Secondo l’American Journal of Obstetrics and Gynecology, la combinazione del metodo meccanico e farmacologico migliora l’esito dell’induzione al travaglio di parto

Immagine dal web

Una recente revisione dell’AJOG ha valutato l’efficacia e la sicurezza dei metodi applicati per linduzione al travaglio di parto, sia farmacologici (prostaglandine, ossitocina, mifepristone, ialuronidasi, farmaci donatori di ossido nitrico) sia meccanici (cateteri a palloncino singolo e doppio, stripping delle membrane, amniotomia) e sia di medicina complementare (olio di ricino, stimolazione del capezzolo, rapporti sessuali, erbe, agopuntura).

Lo studio che cosa ha evidenziato?

Metodi farmacologici

PGE1

Un numero importante di studi pubblicati, tra cui 2 large network meta-analyses , supporta la sicurezza e l’efficacia del misoprostolo (PGE1) quando utilizzato per la maturazione cervicale e l’induzione del travaglio.

Il misoprostolo somministrato per via vaginale a dosi di 50 μg ha la più alta probabilità di ottenere un parto vaginale entro 24 ore.

PGE2

Indipendentemente dal dosaggio, dalla via e dal programma di somministrazione, quando utilizzata per la maturazione cervicale e l’induzione del travaglio, la prostaglandina E2 (dinoprostone) sembra avere un’efficacia simile nella riduzione dei tassi di TC.

Ossitocina

A livello globale, sebbene l’ossitocina rappresenti l’agente farmacologico più utilizzato per l’induzione del travaglio, la sua efficacia dipende fortemente dalla parità e dalla maturazione cervicale. Il suo uso è più fattivo del management di attesa e migliora se combinato con l’amniotomia.

Tuttavia, le prostaglandine somministrate per via vaginale o intracervicale sono più efficaci nell’indurre il travaglio di parto rispetto alla somministrazione di ossitocina.

Mifepristone

Una singola compressa orale da 200 mg di mifepristone è una dose bassa per la maturazione cervicale (in relazione all’azione dell’ormone relaxina sul tessuto connettivo della cervice).

Altri metodi ad uso limitato

Sebbene l’iniezione intracervicale di ialuronidasi determini maturazione cervicale, la necessità di questa via di somministrazione ne limita l’uso.

Per quanto riguarda la somministrazione vaginale di farmaci donatori di ossido nitrico (inclusi isosorbide mononitrato, isosorbide, nitroglicerina, nitroprussiato di sodio) la maggiore incidenza di effetti collaterali di questi agenti ne limita l’utilizzo.

Metodi meccanici

Dilatatore cervicale igroscopico sintetico

L’uso di un dilatatore cervicale igroscopico sintetico* si è rivelato efficace per la maturazione cervicale pre-induzione.

*I dilatatori igroscopici sono piccole tavolette di laminaria o di un suo derivato sintetico che vengono posizionati dentro la cervice uterina: gonfiandosi grazie al muco e alle sostanze rilasciate dalla cervice determineranno la stimolazione adeguata sul collo dell’utero (fonte Parto indotto: quando si pratica? Uppa).

Sebbene un agente farmacologico possa essere somministrato dopo l’uso del dilatatore igroscopico sintetico se ne sta esplorando l’uso concomitante con questo metodo.

Cateteri trans-cervicali

L’uso combinato di un catetere trans-cervicale* a palloncino singolo con dinoprostone, misoprostolo o ossitocina migliora l’efficacia di questi agenti farmacologici nella maturazione cervicale e pertanto nell’induzione del travaglio di parto (l’efficacia tra palloncino singolo e doppio sembra simile).

*I cateteri trans-cervicali, invece, sono dotati di uno o due palloncini (uno posizionato internamente tra l’orifizio uterino interno e le membrane amniocoriali e uno posizionato in vagina) che, una volta gonfiati con soluzione fisiologica, andranno a stimolare localmente la produzione di sostanze endogene utili all’insorgenza del travaglio (fonte Parto indotto: quando si pratica? Uppa).

Metodi complementari

Sebbene metodi complementari (olio di ricino, stimolazione del capezzolo, rapporti sessuali, erboristeria, agopuntura) siano occasionalmente utilizzati dai pazienti, data la mancanza di dati che ne documentino l’efficacia e la sicurezza, questi sono usati raramente in ambito ospedaliero.

Per concludere

Dallo studio pertanto sembra evincersi che le prostaglandine somministrate per via vaginale o intracervicale sono più efficaci nell’indurre il travaglio di parto rispetto alla somministrazione di ossitocina e, ad oggi, la combinazione di misoprostolo con un catetere intracervicale rappresenta l’approccio migliore per bilanciare i tempi di induzione e parto in sicurezza.

Alla prossima Review,

Marie C.

Alla prossima Review, Marie

References

https://www.ajog.org/article/S0002-9378(23)00081-9/fulltext#secsectitle0010

https://www.uppa.it/parto-indotto/

https://lareviewdellostetrica.com/2018/09/27/induzione-al-parto-in-evidenza/

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