Recensione libro: Per una nascita senza violenza

«Tra il giorno e la notte non indugia forse l’alba incerta e la lenta, maestosa gloria dell’aurora? Lasciate alla nascita la sua lentezza e la sua gravità»

Immagine dal web

Libro di Aprile: Per una nascita senza violenza

Editore Bompiani

Autore Frédérick Leboyer

Stelline ★★★★★

Questa di Aprile è stata una rilettura perchè avevo già approfondito il  piccolo classico della nascita qualche anno fa.

Ed è stata l’ennesima emozione.

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Di cosa parla?

Il libro teorizza una nascita senza violenza dal punto di vista del bambino.

Violenza, nascita – si racconta di questa remota connessione e di come sia possibile superarla.

Lo scrittore è molto bravo perchè lo fa in  maniera poetica evocando immagini e sensazioni che sfiorano la sensibilità del lettore.

E’ diviso in tre capitoli.

La prima parte introduce l’argomento, nascita, trauma, pianto.

Già, perchè lo fa? Cosa vuole comunicare?

Il neonato non parla? No no, siamo noi che non l’ascoltiamo.

La seconda parte è invece dedicata a come possiamo rendere meno traumatica e violenta la nascita attenzionando i suoi sensi che passano dalla vista, dall’udito, dalla pelle alla schiena sino ai polmoni.

Ho apprezzato proprio i dettagli di questo piccolo capolavoro.

Contrastare la luce violenta con il buio e il tatto, come gli amanti.

L’udito con il silenzio perchè la sala parto è un luogo sacro, al pari di una chiesa.

Con pazienza e immobilità, il tempo.

Viene infatti rielaborato questo concetto come qui riportato:

Il nostro tempo e il tempo del neonato sono pressochè inconciliabili.

Il secondo è di una lentezza prossima all’immobilità. Il primo, il nostro, è un’agitazione prossima alla frenesia.

Del resto noi non siamo mai ‘lì’. Siamo sempre altrove. Nel passato, nei nostri ricordi. Nel futuro, nei nostri progetti.

Siamo sempre prima e dopo. Adesso ‘mai’.

Pertanto «‘Occorre essere lì’, come alla fine dei tempi. Perchè ‘è’ la fine dei tempi. Perchè ne è l’inizio».

Semplice e colmo di verità.

E poi la nascita, il trovarsi ‘tra due mondi’ o in uno fatto di contrari.

Lasciate alla nascita la sua lentezza e la sua gravità (..). Il bambino viene dal mistero e sa.

Lo skin to skin con la madre e l’importanza del tatto per rassicurarlo, per dirgli ‘siamo salvi, siamo io e te adesso’.

Ripeto.

E’ un viaggio di sensi questo libro, viscerale, profondo, sensibile sino alla terza e ultima parte che si conclude con una riflessione che abbraccia tutto il testo.

Basta poco per una nascita senza violenza: pazienza, attenzione e modestia.

Poi occorre l’Amore. Senza l’Amore sarete solo abili.

 

Perchè mi è piaciuto?

Ogni passo è un piccolo viaggio dentro il bambino e  forse anche dentro di noi perchè quelle ridestate in me sono state emozioni primordiali.

Ho molto amato anche il suo stile di scrittura che in genere ho omesso nella recensione di altri libri ma c’è così tanta poesia dentro il suo modo di scrivere che merita di essere letto. Grazie Leboyer.

Concludendo: a chi consigliarlo?

Alle gravide, alle già mamme, ai professionisti e per tutti coloro che volessero abbracciare una riflessione suggestiva sulla nascita.

Che dire se non: buona lettura a tutte!? 😉

Vi lascio il link.

 

E al prossimo mese con la Book Review.

Marie C

 

 

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