Recensione libro: Assistere la morte perinatale – Il ruolo del personale ospedaliero nel sostegno ai genitori e ai familiari in lutto

«(..) un distillato di esperienza, prove di efficacia, competenze relazionali e racconti dei genitori, che anche se non può garantirvi di uscire illesi dalla tempesta dell’assistenza, può fornirvi una mappa, una bussola e indicarvi una luce all’orizzonte, una via da seguire (..)»

Libro di Febbraio:Assistere la morte perinatale: Il ruolo del personale ospedaliero nel sostegno ai genitori e ai familiari in lutto’

Immagine dal web

Anno di pubblicazione della II edizione: Gennaio 2018, autrice Claudia Ravaldi

E’ possibile acquistare subito il libro su Amazon (per chi non avesse il Kindle può scaricare gratuitamente l’App Kindle e leggerlo su dispositivo mobile)

Stelline ★★★★★

Il libro che conta 63 pagine racchiude la saggezza di una donna che ha vissuto in prima persona il  lutto perineale. E’ Claudia Ravaldi psichiatra e psicoterapeuta, fondatrice dell’associazione CiaoLapo Onlus.

Di cosa parla?

Il testo è esposto in maniera chiara, diretta, informativa e scientifica e costituisce una vera e propria guida per i professionisti in caso di morte perinatale.

Il tema è talmente delicato e traumatico insieme, che si fatica ancora oggi a trovare le parole e a scandire i tempi di quello che accade dalla diagnosi sino al parto.

Bene, vi giuro che il libro ha la risposta per questo.

E’ diviso in tanti piccoli capitoli, che scivolando via via velocemente colmando lacune che ancora oggi l’università o la post-formazione non copre.

La lettura si consuma in massimo due ore, alla fine del libro ci si chiede ‘se solo avessi detto/fatto questo quella volta ..’.

Perchè mi è piaciuto?

Il libro mi è molto piaciuto per il carattere ‘pratico’ circa un tema ‘delicatissimo’ come quello di un lutto.

La particolarità del testo sta nel fatto che l’autrice spiega passo passo ‘cosa dire’ o ‘cosa fare in questi casi’, come una guida appunto, accostandosi sempre a riferimenti bibliografci e internazionali.

E non ce lo dice a caso, no.

Ci informa con la delicatezza di chi l’ha vissuto sulla sua pelle.

Mi è piaciuto molto il capitolo dedicato ai professionisti a proposito della condivisione dell’esperienza del lutto perinatale, un esercizio per acquisire empatia con le donne e le coppie.

E non solo.

A chi si rivolge?

Ai professionisti: istruzioni emozionali e di assistenza (non solo clinica).

Tutti abbiamo vissuto  questa circostanza una volta nella vita: che dico? che faccio? me ne vado? li lascio soli?

Cosa può aiutarli in questo momento?

La risposta? Comprensione e partecipazione attiva.

E il tempo.

In funzione di questo infatti si imposta l’assistenza: dalla diagnosi al ricovero, al travaglio e al parto (momento delicatissimo per la madre che non ammette domande sul dopo), al bambino, al postpartum e alla dimissione.

E sapete cosa, il libro fornisce l’approccio giusto per esercitare tutto questo.

Sul blog vi ricordo inoltre che sono presenti le Linee guida morte endouterina fetale per la settimana Baby Loss Awareness.

In conclusione.

Ci sono attimi di quei momenti che rimangono nella mente per sempre (nella madre e anche nel professionista) e un’assistenza adeguata «restituisce dignità e cordoglio» così come citato nel libro.

Il mio primo lutto perineale l’ho vissuto durante il periodo di formazione.

Gli occhi della madre che tengono in braccio il piccolo e il gelo della sala parto me li porto ancora dentro.

In quell’assenza ho colto un senso relativo alla nascita che tutt’oggi non mi spiego. Ma è la vita.

Forse avrei potuto dire/fare qualcosa in più (o in meno). Ero solo una studentessa, chissà.

Oggi però lo so.

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Alla prossima Book Review,

Marie C.

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