Può l’ossitocina sintetica in travaglio influenzare l’allattamento?

Uno studio recente dimostra quali outcomes l’allattamento può avere dopo l’uso di l’ossitocina in travaglio.

Breastfeeding – Immagine dal web

Una review pubblicata lo scorso mese sul Journal of Midwifery & Woman’s Health ha discusso dell’influenza (o meno) che l’uso dell’ossitocina in travaglio può avere sull’allattamento.

Sebbene l’ampio uso (indicazioni elencate nell’articolo) pochi sono gli studi che hanno discusso gli effetti a lungo termine della stessa durante l’allattamento.

Secondo dei neuroscienziati, l’ossitocina naturale può essere alterata dalla somministrazione di quella esogena o dal blocco della funzione dell’ormone.

Le donne spesso riferiscono di produzione insufficiente di latte come ragione al ‘precoce’ supplemento compromettendo così gli obiettivi dell’allattamento.

Sarà che sono forse influenzate dalla forte medicalizzazione intrapartum?

Scopriamolo.

Lo studio: introduzione

Sebbene sia aumentato il numero delle donne che allatta dopo il parto, la sfida più grande sembra essere quella di riuscire a mantenere questo approccio.

La riflessione giunge dal  Centers for Disease Control and Prevention (CDC) 2016 Breastfeeding Report Card che mostra come mentre 81.1% delle donne inizia l’allattamento dopo la nascita, solo il 44.4%  di esse allattano esclusivamente al seno a 3 mesi, abbassando la percentuale a 22.3% di infanti allattati a sei mesi (così come previsto dalle raccomandazioni WHO).

La comune ragione di base è la percezione di ‘insufficente’ produzione di latte e la precoce introduzione della formula. Questi fattori psicologici sono stati pertanto target avvincenti per la ricerca.

L’ossitocina.

L’ossitocina endogena è importante per l’inizio della lattazione e per l’eiezione del latte nei mammiferi. Quella esogena invece è comunemente sommministrata per accelerare il travaglio, per l’induzione e per trattare il sanguinamento uterino durante il terzo stadio del travaglio.

C’è un’evidenza che dimostra come l’ossistocina esogena può passare la placenta e immettersi nel circolo fetale. Perciò, in base al tempo di somministrazione, questo ormone sintetico e neurotrasmettitore potrebbe influenzare sia madre che neonato.

Lo scopo pertanto di questa review integrativa è quella di capire:

  1. quali outcomes dell’allattamento (materno o neonatale) sono stati riportati dopo l’uso clinico della somministrazione dell’ossitocina
  2. modelli dei risultati da pubblicare per meglio informare le future ricerche.

Metodi

L’approccio allo studio ha rilevato un’eterogenicità dei diversi metodi degli studi più rilevanti presenti su PubMed, Cumulative Index to Nursing and Allied Health Literature (CINAHL), Cochrane e Scopus databases.

I termini di ricerca, durante l’indagine nella letteratura internazionale, furono: ossitocina, travaglio (indotto), terzo stadio, analgesia epidurale, allattamento e lattazione (disordini).

Gli outcomes, invece, riguardarono iniziazione, durata dell’allattamento, misure di produzione fisiologica del latte (ormoni, lattogenesi) e comportamento del neonato allattato.

Il risultato finale interessò 26 studi pubblicati tra il 1978 e il 2015.

Il tempo di somministrazione dell’ossitocina (intrapartum e nel terzo stadio del parto) variava.

Un totale di 34 variabili in 26 studi sono stati esaminati in relazione all’uso dell’ossitocina.

Risultati

Il 50% dei risultati (17 su 34 variabili) dimostrarono un’associazione tra ossitocina esogena e outcomes ‘poco ottimali’ dell’allattamento, mentre il  23% non riportò alcuna associazione. Il rimanente 26% fu invece un mix di risultati prodotti.

Gli intenti per l’allattamento, la parità, il luogo del parto, il rischio ostetrico e le indicazioni per l’uso dell’ossitocina furono controllati in maniera poco coerente tra i diversi studi.

Discussione

Come si evince la ricerca sull’allattamento e l’esposizione all’ossitocina esogena è ancora limitata da pochi studi e da metodi troppo eterogenei affinchè una risposta ‘certa’ possa essere ancora elaborata.

L’indagine continuativa è pertanto raccomandata vista la prevalenza dell’uso dell’ossitocina durante la pratica clinica.

Concludendo

Pe rispondere alla domanda del titolo dell’articolo: non si può ancora parlare di un’influenza ‘significativa’ dell’ossitocina sintetica sull’allattamento.

Lo studio, pubblicato sul Journal of Midwifery & Woman’s Health, è consultabile su Wiley Online Library.

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E alla prossima ‘short’ review 😉

Marie C.

Sitografia

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/jmwh.12601/full

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