Nuove linee guida per prevenire l’infezione neonatale da GBS a esordio precoce.

News: il RCOG raccomanda profilassi antibiotica a tutte le donne in travaglio pretermine per contrastare lo Streptococco B-emolitico.

Immagine dal web

Il Royal College of Obstetricians and Gynaecologists ha rilasciato ieri (13 settembre) l’ultimo aggiornamento per prevenire la trasmissione dello Streptococco Beta emolitico di gruppo B.

A tutte le donne in travaglio prima della 37^ settimana di gravidanza, dovranno essere somministrati gli antibiotici per prevenire una possibile trasmissione dello stesso che è responsabile dell’insogenza di infezioni neonatali severe.

Questo è il terzo update che viene fatto dal 2003 (l’ultimo nel 2012) garantendo a ginecologi, ostetrici e neonatologi una guida appropriata per la prevenzione dell’insorgenza dell’infezione neonatale GBS a esordio precoce. La guida, riferisce il RCOG, è utile pure alle donne gravide per supportarle consapevolmente nella scelta informata e per riconoscere i segni di infezione nel bambino.

Scopriamo insieme qualche dettaglio.

Cos’è lo Streptococco beta-emolitico di gruppo B.

L’infezione da streptococco è la più frequente severa causa di infezione precoce neonatale (a meno di 7 giorni dalla nascita).

Esso è un batterio presente naturalmente nel tratto gastrointestinale e genitale della donna in maniera asintomatica.

Tuttavia, in condizioni ad esso favorevoli, lo streptococco beta emolitico di gruppo B si trasforma da commensale ad opportunista patogeno.

Circa 150.000 gravide sono positive al test GBS (Group B Streptococcal) ogni anno negli UK e in alcuni casi emerge il rischio che il batterio venga trasmesso al bambino durante il travaglio maggiormente senza esiti ma una piccola porzione di questi neonati possono sviluppare l’infezione divenendo una patologia molto seria.

Incidenza negli UK

Negli UK l’incidenza dell’insorgenza precoce dell’infezione neonatale da GBS è in rialzo e nel 2015 circa 500 neonati svilupparono la patologia. Con tempestivo trattamento, 17 bambini su 20 con diagnosi furono dimessi completamente guariti, 2 dei 20 svilupparono l’infezione da GBS e un livello di invalidità, e 1 dei 20 neonati infetti morì.

Le donne sono ad alto rischio di trasmissione GBS in caso di travaglio pretermine e in quasi in un quarto di questi casi (22%), nel 2015, il neonato sviluppò l’EOGBS (early onset GBS).

Il rischio fu stimato per 1 su 2000 neonati a termine e 1 su 500 bambini pretermine.

Il tasso di mortalità dell’infezione è aumentato invece dal 2-3% per nati a termine al 20-30% per i nati prima della 37^ settimana di gestazione.

Le nuove linee guida.

Per questa ragione le nuove raccomandazioni del Royal College of Obstetricians and Gynaecologists suggeriscono adesso di somministrastrare a tutte le donne in travaglio pretermine, a prescindere dalla colonizzazione GBS e indipendentemente dalla rottura o meno delle membrane, antibiotici per via endovenosa per prevenire l’insorgenza  precoce dell’infezione da GBS nel neonato.

Dalla linea guida: ‘come facciamo a conoscere lo status di colonizzazione GBS nelle donne con PPROM (preterm prelabour rupture of membranes)’?

Il test batteriologico per GBS non è raccomandato per le donne con ruttura pretermine delle membrane  [New 2016].

RCOG logo – immagine dal web
L’IAP (intrapartum antibiotic prophylaxis, uso favorito benzylpenicillin) dovrebbe essere effettuata una volta che il travaglio è stato confermato o indotto indipendentemente dallo status di colonizzazione GBS della donna (test positivo o negativo) [New 2016].
 Altri fattori di rischio.

Altri fattori di rischio per EOGBS (early onset GBS) sono:

  • precedente neonato con diagnosi di GBS
  • test per GBS positivo durante la gravidanza
  • prolungata rottura delle membrane
  • temperatura corporea superiore a 38° in travaglio

L’aggionamento suggerisce inoltre di offrire il test a 35-37 settimane di gestazione nelle donne con precedente trasmissione GBS in gravidanza, per verificare se esse sono ancora portatrici e valutare di conseguenza  possibile IAP.

La guida revisionata non raccomanda un programma nazionale di screening batteriologico per GBS, in linea con le raccomandazione pubblicate a Marzo 2017 dal  National Screening Committee.

E in Italia?

Secondo le linee guida, si possono utilizzare due approcci per identificare le pazienti che dovrebbero essere trattate con profilassi antibiotica intrapartum: il primo approccio è basato sul trattamento antibiotico solo sulla base di fattori di rischio, quali prolungata rottura prematura delle membrane amniocoriali (> 18 ore), febbre materna

AOGOI linee guida: percorso clinico-diagnostico terapeutico per la prevenzione dell’infezione neonatale precoce da streptococco B.

intrapartum (≥ 38°C), parto prematuro (< 37 settimane), precedente figlio con infezione neonatale, batteriuria durante la gravidanza; il secondo approccio, in base alle Linee Guida sulla Gravidanza Fisiologica, è quello basato sullo screening universale vagino-rettale tra 35 e 37 settimane di gestazione con trattamento antibiotico intrapartum solo delle donne risultate positive. Infatti, la colonizzazione da GBS può essere intermittente o transitoria, perciò il valore predittivo positivo di un esame colturale eseguito a più di 5 settimane dal parto è basso e risulta di scarsa utilità clinica.

In conclusione delle news.

Il Professore Peter Brocklehurst, Professor of Women’s Health all’Università di Birmingham e co-author della linea guida, dice: 

La guida offre chiari suggerimenti ai professionisti, medici e ostetriche, che dovranno somministrare gli antibiotici EV per evitare la trasmissione GBS in travaglio. Spero, inoltre, di ridurre il numero di EOGBS e di morti neonatali prima della 37^ settimana. Il management della donna rimane la parte vitale per ridurre patologie e morti causate dall’infezione. E’ importante garantire assistenza in tutte le unità materne per raggiungere migliori outcomes per madre e neonato.

Il Professore Janice Rymer, Vice President of Education for the RCOG, aggiunge:

La guida aggiornata provvede a standardizzare il trattamento delle donne gravide con GBS riducendo il rischio di sviluppo infezione nei neonati. Essa ha pure lo scopo di sensibilizzare le donne al GBS per consentire loro scelte informate e appropriate’.

Jane Plumb, Chief Executive of Group B Strep Support conclude:

Noi diamo il benvenuto a questo aggiornamento delle linee guida cliniche del RCG che rappresentano un miglioramento significativo nelle procedure di prevenzione Group B Strep infection nei neonati. Con l’implemento negli UK, crediamo che questo cambiamento possa fare la reale differenza diminuendo il tasso di infezioni.Siamo lieti di collaborare con il RCOG nel fornire informazioni appropriate a tutte le donne  puntando soprattutto sulla qualità. Siamo fiduciosi del fatto che un accesso chiaro e conciso nelle informazioni giocherà un ruolo vitale nell’aumento nelle donne della consapevolezza alla trasmissione GBS che potranno così prendere decisioni informate durante la loro gravidanza e nei primi giorni dopo il parto.

L’articolo sopra descritto è consultabile al RCOG release: Women in preterm labour to be offered antibiotics to combat Group B Strep

E’ possibile inoltre scaricare la linea guida completa in formato PDF Prevention of Early-onset Neonatal Group B Streptococcal Disease

Alla prossima short review! 😉

Marie C.

 

Sitografia

https://www.rcog.org.uk/en/news/rcog-release-women-in-preterm-labour-to-be-offered-antibiotics-to-combat-group-b-strep/

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/1471-0528.14821/epdf

https://www.rcog.org.uk/en/guidelines-research-services/guidelines/gtg36/

https://www.gov.uk/government/news/screening-pregnant-women-for-gbs-not-recommended

http://www.jpnim.com/index.php/jpnim/article/viewFile/030105/125

http://www.aogoi.it/media/1371/prevenzione-infezione-neonatale-precoce-da-streptococco-b.pdf

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