World Breastfeeding Week 2017: l’ultimo report WHO.

Settimana mondiale dell’allattamento al seno: le ultime raccomandazioni UNICEF e WHO.

World Breastfeeding Week – immagine dal web

<<Breastfeeding is not a one-woman job>> Dr Tedros Adhanom Ghebreyesus, WHO Director-General Anthony Lake, UNICEF Executive Director

Si conclude oggi la settimana mondiale dell’allattamento al seno.

Virtualmente, ogni paese del mondo osserva il World Breastfeeding Week ogni anno per una buona ragione.

L’allattamento è uno dei più ‘intelligenti’ investimenti che un paese, una comunità e una famiglia possa fare.

Il tema di quest’anno è stato ‘Sostenere l’allattamento insieme’ perché tutti noi, dalle figure professionali a quelle governative, nonchè i media e i fautori tutti devono lavorare per rafforzare partnership esistenti e creare nuove vie, investendo sull’allattamento per un futuro sostenibile.

WBW 2017-logo -immagine dal web

Esso contribuisce ad un inizio di vita più sano, ovunque. Agisce come ‘primo vaccino’ grazie agli anticorpi ed è responsabile della crescita, sviluppo e protezione nei bambini durante i loro primi due anni (considerati più critici) e nella restante parte della vita. A questi si aggiungono anche i benefici materni, quali riduzione dei rischi per carcinoma alla mammella, di quello ovarico e del diabete.

Ultimo report WHO, Agosto 2017

Secondo un nuovo documento WHO e UNICEF in collaborazione con the Global Breastfeeding Collective (nuova iniziativa per aumentare il tasso globale di allattamento al seno),  nessun paese nel mondo abbraccia pienamente le raccomandazioni standard per una nutrizione naturale.

Su 194 nazioni valutate solo il 40% dei bambini a sei mesi sono stati allattati al seno esclusivamente e solo 23 paesi hanno la percentuale di allattamento al seno superiore al 60%.

Sono già stati ribaditi i benefici cognitivi e sulla salute del neonato e della madre. Nonostante tutto,  il ‘fallimento’ dell’allattamento al seno sembra essere dovuto alla perdita di investimento sullo stesso.

Una nuova analisi negli USA dimostra infatti che un investimento annuo di soli  $ 4.70 per neonato potrebbe aumentare il tasso globale di allattamento esclusivo al seno trai i neonati sotto i 6 mesi al 50% nel 2025.

Inoltre.

Nurturing the Health and Wealth of Nations: The Investment Case for Breastfeeding suggerisce che questo tipo di investimento potrebbe salvare la vita di 520.000 bambini sotto l’età di 5 anni e generare potenzialmente $ 300 miliardi di guadagni economici oltre i 10 anni, come risultato della diminuzione dei costi della malattia e dell’ assistenza sanitaria incrementando la produttività.

‘L’allattamento è uno dei più effettivi investimenti che le nazioni possono fare per la salute dei loro giovani membri e per il futuro delle loro economie e società’, cosi riferisce il direttore esecutivo UNICEF Anthony Lake. Aggiunge, inoltre, che il fallimento nell’investimento è pure un fallimento della madre e del neonato pagando un duplice prezzo: perdita di vite e opportunità.

Breastfeeding – immagine dal web

Se l’allattamento non esistesse e qualcuno lo scoprirebbe oggi meriterebbe un doppio premio Nobel, per la Medicina e l’Economia.

Keith Hansen, the World Bank,
The Lancet 2016

Sustainable Development (SDGs)

Il Breastfeeding è fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi del cosiddetto Sustainable Development  o ‘Sviluppo Sostenibile’ (SDGs).

Si tratta di un progetto adottato nel 2015 da diversi paesi nel mondo e consiste nel raggiungimento di obiettivi per diminuire la mortalità, proteggere il pianeta e garantire la prosperità a tutti come parte di un nuovo sviluppo sostenibile. Ogni obiettivo ha specifici target da conseguire nei prossimi 15 anni (per saperne di più).

Sustainable Development goals – immagine dal web

Esso migliora la nutrizione, previene la mortalità infantile e diminuisce il rischio di malattie non trasmissibili, supporta sviluppo cognitivo ed educazione. Promuove la crescita dell’economia e riduce le ineguaglianze.

Infatti, un basso indice di allattamento si traduce in alti costi dell’assistenza sanitaria in quanto impegnata a trattare e a prevenire le malattie croniche.

Riconoscendo il ruolo cruciale dell’allattamento nella salute globale e nello sviluppo nel 2012, i 194 stati membri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità si impegnarono ad aumentare il tasso globale di allattamento esclusivo al seno nei primi 6 mesi di vita dal 37% al 50% nel 2025.

Di conseguenza, le nazioni unite proclamarono ‘Decade of Action on Nutrition’  (2016-2025), invitando i paesi a migliorare il framework action che include un numero di misure per l’allattamento al seno.

Un progresso rapido è possibile investendo su protocolli e programmi che migliorino il supporto decisionale della donna ad allattare e garantire la presenza di più bambini nel mondo che crescono sani.

Global Breastfeeding Collective

L’UNICEF e WHO hanno insieme lanciato l’1 Agosto come primo giorno della settimana mondiale dell’allattamento al seno.

La collettività (dai governi ai professionisti della salute) è chiamata a proporre protocolli e programmi  capaci ad invitare più donne ad allattare.

Global Breastfeeding Collective -immagine dal web

Questi includono:

  • far rispettare l’International Code of marketing of Breast milk substitutes, cosicchè le industrie delle formulazioni del latte non possano sviare le donne
  • impegnare i governi a procedere con disposizioni che sostengono il congedo familiare e l’allattamento al seno sul luogo di lavoro incoraggiando le madri lavoratrici ad allattare
  • migliorare la qualità dell’assistenza materna
inoltre
  • aumentare l’accesso a consulenze specializzate nell’allattamento al seno nel sistema sanitario
  • incoraggiare la community presente sui social a supportare l’allattamento
  • rafforzare il sistema informativo per seguire i progressi verso l’obiettivo globale di incremento dell’allattamento e
  • aumentare i finanziamenti per proteggere, promuovere e supportarlo.

Abbiamo aperto l’artico scrivendo che l’allattamento non è un lavoro per la donna. Quest’ultima necessita sostegno completo dall’assistenza sanitaria, dalla famiglia, dalla comunità e dal governo.

Insieme si contribuisce infatti a proteggere la salute e lo stato di benessere delle future generazioni.

Quali sono le raccomandazioni UNICEF e WHO?

Si stima che la malnutrizione sia associata alla morte di 2.7 milioni di bambini all’anno.

La nutrizione degli infanti e dei bambini è la chiave per migliorare la sopravvivenza e promuovere lo sviluppo della salute.

Immagine dal web

Un’allattamento ottimale potrebbe salvare la vita ad oltre 820.000 bambini sotto l’età di 5 anni ogni anno.

Pertanto WHO e UNICEF raccomandano:

  • cominciare l’allattamento al seno entro 1 ora dalla nascita
  • allattamento esclusivo al seno per i primi 6 mesi di vita
  • introdurre cibi complementari adeguati e sani (solidi) a 6 mesi  continuando ad allattare sino a 2 anni di età o oltre.

Comunque, solo il 36% degli infanti nel mondo di età compresa tra 0 e 6 mesi sono stati allattati esclusivamente al seno nel periodo compreso tra il 2007-2014. Ecco spiegate le innumerevoli iniziative per aumentare il tasso globale di nutrizione al seno.

In Italia, è stato distribuito un opuscolo dal Ministero della Salute con consigli pratici e informativi a tutte le madri che vogliono intraprendere

World Breastfeeding Week – immagine dal web

questo percorso esistenziale di donna, perchè, diciamocelo pure, l’allattamento non è scelta bensì responsabilità, per noi stesse, per il neonato e la società intera.

Alla prossima review.

Marie C.

 

Sitografia

1 http://who.int/mediacentre/news/releases/2017/lack-investment-breastfeeding/en/

2 http://www.un.org/sustainabledevelopment/sustainable-development-goals/

3 http://who.int/mediacentre/commentaries/world-breastfeeding-week/en/

4 http://worldbreastfeedingweek.org/

5 http://who.int/mediacentre/factsheets/fs342/en/

6 http://www.who.int/nutrition/publications/infantfeeding/global-bf-collective-investmentcase.pdf?ua=1

 

 

 

 

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