Cardiotocografia e conservazione tracciati: modalità e tempistica.

Come e per quanto tempo conservare i tracciati CTG secondo le linee guida

Aggiornato Gennaio 2019

Immagine dal web.

Breve post per completare l’argomento CTG.

Negli articoli precedenti abbiamo ampiamente discusso di monitoraggio cardiaco fetale e di tracciati cardiotocografici. Si tratta di documenti medico-legali estremamente importanti, pertanto, come e per quanto conservarli?

Le linee guida internazionali suggeriscono inizialmente il corretto settaggio del cardiotocografo proseguendo poi con le indicazioni sulla conservazione.

Procediamo con il ‘record keeping’ nel dettaglio.

 Garantire una corretta conservazione dei dati relativi alla cardiotocografia:

  • essere sicuri che giorno e ora del monitor del cardiotocografo siano settati correttamente;
  • etichettare i tracciati con il nome della donna, data del parto o numero ospedaliero, la data e le pulsazioni della donna all’inizio del monitoraggio.

Le unità operative dovrebbero sviluppare un sistema per la registrazione degli eventi intrapartum rilevanti (per esempio, esplorazione vaginale, prelievo del sangue fetale ed  epidurale) in note standard e/o sul tracciato cardiotocografico.

Conservazione per 25 anni.

Conservare i tracciati cardiotocografici per 25 anni, se possibile, in forma elettronica .

Nei casi in cui ci siano ‘preoccupazioni’ che il bambino possa presentare ritardo nello sviluppo, fotocopiare il tracciato cardiotocografico e archiviarlo per sempre, per possibili outcomes avversi.

Inoltre.

Garantire che sistemi di tracciabilità siano disponibili per tutti i tracciati cardiotocografici se archiviati separatamente dai documenti della donna.

Importanza medico-legale.

Sebbene le linee guida internazionali suggeriscono la conservazione per 25 anni, in Italia, il documento ha l’obbligo di essere conservato illimitatamente per l’importanza  medico-legali. In generale le problematiche ad esso connesse sono relative all’efficienza degli apparecchi elettronici, all’interpretazione dei tracciati CTG, alla variabilità interpretativa e la decisione di non ‘monitorare continuamente’. Si rimanda comunque ad un eventualmente e personale approfondimento di quest’ultimo passaggio.

Alla prossima review,

Marie

NOTA AL LETTORE “Questa traduzione non è stato creata dal NICE che appunto non è responsabile per il contenuto o la precisione di quest’ultimo. L’edizione inglese originale sarà l’edizione vincolante e autentica “

Sitografia

1 https://books.google.it/books?id=0ubG_WA2VkoC&pg=PA237&lpg=PA237&dq=linee+guida+per+conservare+CTG&source=bl&ots=aU8F6_cSTe&sig=IknD3o8aZroe_wcMDxcolTncUFQ&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwijhtHM5qTUAhUhIsAKHWNaCz0Q6AEIOjAD#v=onepage&q=linee%20guida%20per%20conservare%20CTG&f=false

2 https://www.nice.org.uk/guidance/cg190/resources/intrapartum-care-for-healthy-women-and-babies-35109866447557

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