Travaglio ‘vero’ o travaglio ‘falso’? Nice guidelines 2014 vs ACOG, differenze a confronto.

Latent/established labour o fase prodomica/dilatante? Facciamo un po’ di chiarezza

Aggiornato Gennaio 2019.

Early labour? Picture from web.

Travaglio: come definirlo? Parola alle NICE

Come già riferito nel precedente articolo, la terminologia anglo – americana prevede solo tre stadi del travaglio (first – second third)  distinguendo così la prima fase del travaglio in ‘latent’ (latente, la ‘nostra’ prodomica)  e ‘established’ (attiva, la ‘nostra’ dilatante).

In particolar modo, secondo le linee guida internazionali:

definizione del travaglio:

il primo stadio di travaglio LATENTE come periodo di tempo, non necessariamente continuo, con

  • contrazioni dolorose e
  • modificazione della cervice che include appianamento della cervice e dilatazione sino a 4 cm;

 il primo stadio di travaglio ‘ATTIVO  quando

  • ci sono regolari contrazioni dolorose e
  • c’è una progressiva dilatazione cervicale da/sopra i 4 cm..

L’ACOG e le sue definizioni.

E l’ American Congress of Obstetricians and Gynecologists, cosa dicono i nostri colleghi americani?

L’ACOG non distingue le due fasi ‘specificatamente‘ come le linee guida inglesi. Ci si sofferma solo nella differenza tra ‘vero’ e ‘falso’ travaglio.

In particolar modo:

L’insorgenza del travaglio vero a termine è stabilito quando si osserva un cambiamento della cervice della donna nell’impostazione di regolari e fasiche contrazioni uterine.

In caso di travaglio falso a termine, le contrazioni uterine in assenza di cambiamenti cervicali sono comunemente riferiti come travaglio falso.

Ma passiamo alle novità!

Recentemente la Consortium for Safe Labor support ha rivisto la definizione di latent e active labour.

Contrariamente a quanto suggeriscono le linee guida che riconoscono la soglia di 4 cm come inizio della fase attiva, l‘inizio dell’active labour per molte donne potrebbe non verificarsi sino a 5-6 cm.

Pertanto, l’expectant management (attesa della ‘gestione’ della partoriente insomma) è valida per le donne a 4-6 cm di dilatazione (ancora in fase prodromica), se le condizioni del feto e della madre sono rassicuranti.

L’ OMS e la sua ultima definizione di travaglio.

Con le nuove linea guida OMS per un’esperienza positiva del parto 2018 si attribuisce una nuova definizione di fase latente e attiva.

Si definisce fase latente del primo stadio del travaglio (o periodo prodromico) il periodo di tempo caratterizzato da contrazioni uterine dolorose e cambiamenti variabili della cervice uterina, incluso un certo grado di appianamento e lenta progressione della dilatazione, sino a 5 cm per le primipare e pluripare.

Si definisce fase attiva del primo stadio del travaglio (o periodo dilatante) il periodo di tempo caratterizzato da regolari contrazioni uterine dolorose e modificazioni della cervice che includono un sostanziale appianamento e rapida dilatazione da 5 cm in su sino alla completa dilatazione cervicale, per primipare e pluripare.

Il parto secondo l'OMS: guida all'assistenza ostetrica, post.
Le linee guida Nice invece di 5 cm suggeriscono 4 cm (vedi definizione sopra)

Valutazione clinica italiana.

Nella nostra valutazione clinica (intendo italiana) dell’andamento del travaglio di parto ha grande importanza stabilire se è veramente iniziato o meno.

Per la diagnosi di travaglio di parto ci si baserà soprattutto sui segni obiettivi, quali:

  • la constatazione palpatoria (oppure strumentale) di contrazioni uterine regolari;
  • la comparsa di perdite genitali di muco o di muco misto a scarsa quantità di sangue (espulsione del tappo mucoso cervicale); si dice in tal caso che la donna ‘marca’ o ‘segna’ per la prima volta;
  • il riscontro, all’esplorazione vaginale, delle iniziali modificazioni del collo uterino (appaiamento, iniziale dilatazione) o dell’avvenuta rottura delle membrane amniocoriali.
Vi è buona probabilità che il travaglio sia iniziato davvero, quando coesistono contrazioni uterine dolorose verificate palpatoriamente (o strumentalmente con il cardiotocografo) ed almeno uno degli altri segni obiettivi.

E’ bene ricordare che esistono falsi inizi i travagli con comparsa di contrazioni piuttosto regolari e dolorose che si susseguono per qualche ora ma poi cessano.

Pertanto, la diagnosi differenziale del falso inizio di travaglio può essere fatta quasi sempre solo con l’osservazione attenta della donna per almeno un’ora o due, in caso di dubbio anche più a lungo, in un ambiente tranquillo.

In conclusione.

Che dire?

Saranno solo i ‘centimentri’ a parlare quando l’argomento centrale è la donna in travaglio?

Ne dubito.

Il ruolo dell’ostetrica non si limita in questo e lo sappiamo, la donna va supportata abbracciando le sue quattro dimensioni (emozionale, informato, fisico e di sostegno – Hodnett et al. 2011; MIDIRS 2008; NICE 2007) durante l’assistenza in questa prima fase.

Solo l’educazione e la consapevolezza pertanto faranno la differenza.

Abbiamo imparato a distinguere la fase latente o prodromica da quella dilatante o attiva.

E l’assistenza?

Leggi il prossimo articolo a questo dedicato! 😉

Alla prossima review.

Marie C.

Bibliografia e sitografia

I1 Libro Pescetto, De Cecco, Pecorari, Ragni Ginecologia e ostetricia, IV edizione III ristampa 2006

https://www.nice.org.uk/guidance/cg190/resources/intrapartum-care-for-healthy-women-and-babies-35109866447557

http://simponline.it/wp-content/uploads/2014/11/GuidelinesforPerinatalCare.pdf

http://www.acog.org/Patients/FAQs/How-to-Tell-When-Labor-Begins

https://www.acog.org/-/media/Committee-Opinions/Committee-on-Obstetric-Practice/co687.pdf

2 pensieri riguardo “Travaglio ‘vero’ o travaglio ‘falso’? Nice guidelines 2014 vs ACOG, differenze a confronto.

  1. Complimenti per gli argomenti trattati in maniera professionale,semplice e aggiornata!!Da Ostetrica che attualmente lavora in un ospedale pubblico trovo questo blog molto interessante e molto utile sia per le giovani ostetriche sia per ostetriche con una maggiore esperienza….grazie a te e al tuo progetto si può rimanere sempre aggiornate, fare un ripasso che non guasta mai ma soprattutto capire che “Il ruolo dell’ostetrica si basa sul supportare la donna abbracciando le sue quattro dimensioni (emozionale, informato, fisico e di sostegno)”.Continua così 👏🏻👏🏻👏🏻💪🏻

Rispondi